Presidente DE CAROLI
Punto n. 16: "Completamento del sistema
infrastrutturale zona PIP - Comprensorio 2, perizia di variante -
Determinazioni".
Relaziona il Sindaco.
Sindaco ANDRISANO
Apro e chiudo una parentesi,
lo dico così si può comprendere bene verbalizzandolo: anche qui, come per il punto
precedente e per quello relativo al n. 8 che era stato iscritto all'ordine del
giorno, abbiamo ereditato una situazione che avrei preferito non ereditare non
per me, ma per la comunità che in questo momento io rappresento, perché se non
l'avessi ereditata significherebbe che probabilmente già ci sarebbe stato il
secondo insediamento della zona industriale e molto probabilmente ci sarebbero
state già delle nuove aziende che avrebbero investito nel nostro territorio.
Siccome poi, quando si amministra,
l'Amministrazione è fatta di continuità, io
- come più volte qualcuno ribadisce - "Adesso ci sei tu e ti devi
chiaramente districare con i problemi che hai trovato". Io non mi sono mai
sottratto, né mi sottrarrò alla responsabilità che ho nel tentativo di
risolvere i problemi, anche annosi come questo. E se dico "annosi" è
perché ho potuto verificare che questa era una di quelle situazioni che doveva
realizzarsi con una facilità impressionante, e ancora oggi io mi interrogo
cercando di darmi una risposta per quale motivo è arrivata a questo punto e per
quale motivo io mi sono dovuto trovare un contenzioso aperto fra il Comune di
Fragagnano e i proprietari dell'area che avevano dato la disponibilità ad
espropriarla per realizzare il secondo comprensorio della zona PIP.
Perché ho fatto questa
premessa?
Perché poi è facile
scaricare sugli altri le responsabilità! E` facile alla fine dire, come ormai
avviene puntualmente: "Ma non ne
becchiamo una! Ma non riusciamo mai a vincerne una. Ma le perdiamo
tutte!". Io ancora prima di arrivare a pensare perché e per come magari
perdiamo i giudizi, mi interrogo perché li determiniamo e li creiamo i giudizi.
Perché sarebbe più utili non arrivare a quel punto e immaginare di trovare le
soluzioni prima ancora di arrivare ai contenziosi e ai giudizi. Ma naturalmente
non siamo tutti uguali. Per cui io ho affrontato questa vicenda e una risposta
me la sono data e poi, alla fine della lettura della delibera, dirò anche
quello che penso io rispetto alla vicenda.
Voi sapete che il Consiglio
Comunale aveva adottato nel 2006 una variante allo strumento urbanistico, avviando
l'esproprio nella zona PIP 2, a
ridosso della PIP 1 sulla via per Torricella, sulla provinciale
Fragagnano-Torricella. «Conseguentemente a quella variante, aveva (con delibera
n. 32 del 19.09.2007) approvato il progetto preliminare per la realizzazione
della seconda zona industriale;
- che nella suddetta
delibera veniva dato atto che il finanziamento del progetto era pari a
2.430.000 euro, assicurato con 2.060.000 con fondi CIPE e con 370.000 euro
perché il Comune aveva contratto mutuo con la Cassa Depositi e
Prestiti;
- che l'assegnazione del
finanziamento pari a 2.060.000 euro era avvenuto attraverso la delibera CIPE;
- che il Comune aveva
contratto mutuo per 370.000 euro;
- che con la delibera di
Giunta Comunale n. 57, esecutiva in termini di legge, veniva deliberato di
avviare le procedure previste dal Decreto 163/2006, relative alla gara di
appalto per la realizzazione dei lavori;
- che con determina del
responsabile del servizio n. 93 del 04.08.2008, veniva determinato di
aggiudicare in via definitiva la gara, la progettazione definitiva alla ATP
Etacons S.r.l. e Salvatore Italiano di Lecce;
- che con delibera di G.C.
n. 114, veniva approvato il progetto definitivo dell'opera redatto da quella
associazione temporanea di impresa Etacons e Italiano Salvatore di Lecce;
- che con determina del
responsabile del servizio n. 374, veniva determinato di assumere il prestito
definitivo di 370.000 euro attraverso la Cassa Depositi e
Prestiti;
- che con delibera di G.C.
n. 129 del 15.10.2008, veniva approvato il progetto esecutivo relativo al
completamento del sistema infrastrutturale della zona PIP n. 2;
- che con il suddetto
provvedimento veniva deliberato inoltre di dare atto che i proprietari dei
terreni interessati dall'intervento in argomento, convocati informalmente prima
dell'approvazione del progetto preliminare, davano la propria disponibilità a
cedere i terreni stessi bonariamente, volontà questa confermata dai medesimi
dopo ad aver preso visione del progetto definitivo in argomento, per cui non è
stata mai attivata la procedura per l'esproprio delle ripetute aree previste
dal D.P.R. 8 giugno 2001;
- che con determina del
responsabile del servizio, veniva determinato di procedere all'affidamento dei
lavori di che trattasi mediante procedura aperta ai sensi dell'Art. 55, comma 5
del Decreto 173;
- che con determina del
responsabile del servizio, a seguito di procedura di gara di appalto, venivano
aggiudicati definitivamente i lavori all'impresa CER-Consorzio Emiliano Romagnolo
di Bologna;
- che in data 17.06.2009
veniva sottoscritto protocollo di intesa fra il geometra Fischetti Salvatore,
nella qualità del responsabile dell'Ufficio Tecnico Comunale e di RUP
dell'opera pubblica, e i signori Borra Maria Teresa, Tamborrini Frisari
Giorgio, Alessandro, Lavinia, Patrizia e Serenella nella loro qualità di
proprietari dei terreni;
- che il suddetto protocollo
preliminare d'intesa era sottoposto alle condizioni sospensive della revoca del
sequestro per equivalente disposto dal Tribunale di Roma nei confronti della
signora Tamborrini Frisari Patrizia;
- che col sopra citato
protocollo preliminare d'intesa venivano stabilite le somme da pagare ai
proprietari per la cessione volontaria dei terreni riportati nel piano
particellare di esproprio;
- che con il medesimo
protocollo, i proprietari consentivano la presa in possesso da parte del Comune
e l'immediato avvio dei lavori;
- che con nota numero... del
07.2010 il Sindaco pro tempore del Comune di Fragagnano comunicava al Tribunale
di Roma, alla Dott.ssa Tiziana Cugini, quanto sempre riportato;
- che con determina del
responsabile... veniva approvato il quadro economico di progetto dei lavori a
completamento dell'infrastrutturazione del PIP 2 e veniva dato atto che di seguito
il predetto quadro economico rideterminato del costo complessivo dell'intervento ammontava a 1.716.700,20 euro
rivenienti dai ribassi di gara pari a 713.298 e finanziato nel seguente modo:
261.000 euro con fondi comunali, di cui al mutuo complessivo di 370.000 già
concesso dalla Cassa Depositi e Prestiti, 1.455.315 con fondi CIPE, con imputazione
al capitolo di Bilancio 2008 già previsto;
- che, con ordinanza del
16.02.2010, acquisita al protocollo del Comune di Fragagnano il 25 giugno 2010,
il Tribunale di Roma nella persona del Dott. Sandro Di Lorenzo revocava il sequestro
preventivo del terreno riportando in catasto al foglio 19, particella 445, a decorrere dalla stipula
dell'atto definitivo di cessione a favore del Comune di Fragagnano e disponeva
il sequestro preventivo della somma da pagare dalla signora Tamborrini Frisari
Patrizia;
- che ad oggi i lavori in
oggetto sono stati realizzati in larga parte ed in particolare nelle aree
riportate al foglio di mappa 19, particelle 191 e 192 di proprietà del signor
Tamborrini Frisari Giorgio e le aree riportate al foglio 19 particelle 421 e 24
di proprietà dei signori Tamborrini Frisari Alessandro, sono stati interessati
dalla realizzazione integrale del tracciato infrastrutturale - quelle che ho
richiamato sopra - mentre l'area riportata nel foglio 19 particella 445, di proprietà
dei signori Borra Maria Teresa, Tamborrini Frisari Giorgio, Alessandro,
Lavinia, Patrizia e Serenella non risultano ancora occupati;
- che successivamente il
protocollo preliminare d'intesa del 17.06.2009 non è stato portato ad ulteriore
esecuzione;
- che l'ATP, l'associazione
temporanea d'impresa Etacons e l'Ing. Salvatore Italiano hanno redatto una perizia
di variante suppletiva nella quale è previsto il completamente dei lavori sulle
aree di proprietà dei signori Tamborrini Frisari Giorgio, Tamborrini Frisari
Alessandro e la realizzazione dei lavori e sui lavori di proprietà di Borra
Maria Teresa, Tamborrini Frisari Giorgio, Alessandro, Lavinia, Patrizia e Serenella;
- che il suddetto progetto
di variante avente titolo complessivo, cioè completamento del sistema infrastrutturale
zona PIP comprensivo 2, perizia di variante suppletiva, è costituita da suddetti elaborati grafici che vengono riportati
tutti in allegato;
- che con il ricorso al TAR
Puglia Sezione I, Registro n. 996/2011, i signori Borra Maria Teresa,
Tamborrini Frisari Giorgio, Patrizia, Lavinia, Alessandro, Serenella hanno
chiesto al Comune di Fragagnano, attraverso ricorso al TAR, l'accertamento e la
declaratoria della risoluzione del protocollo d'intesa preliminare e la condanna
del Comune di Fragagnano alla restituzione dei terreni occupati;
- che con sentenza 1541 del
19.09.2012, il TAR ha dichiarato inammissibile il ricorso per difetto di
giurisdizione;
- che con tipo di
frazionamento n. 2012, 15, 64, 65 dell'08.10.2012 approvato dall'Agenzia del
Territorio di Taranto, le particelle 191, 92, 421 e 424 del foglio di mappa 19
sono state frazionate facendo scaturire le seguenti particelle che vengono
riportate;
- che con nota numero
protocollo 251 dell'15.10.2012, il geometra Chirico, incaricato
all'espletamento delle procedure espropriative, ha trasmesso al Comune di
Fragagnano il nuovo piano particellare di esproprio composto dalla planimetria
catastale dell'elenco delle ditte
proprietarie e dalla relazione tecnica di stima;
- che nel suddetto piano
particellare di esproprio sono state determinate le indennità da pagare alle
ditte proprietarie per le aree già occupate come da protocollo sottoscritto
all'inizio, sottoposto ai sensi dell'Art. 42 bis del D.P.R. 327/2011 e
successive modifiche, per le aree ancora da occupare, ai sensi dell'Art. 22 bis
e successivamente modifiche;
Ritenuto di dover procedere
all'approvazione del progetto redatto dall'ATP Etacons ingegnere Salvatore Italiano,
che è vincolo preordinato all'esproprio imposto con deliberazione di C.C. n. 26
del 13.10.2006 è oramai decaduto, perché quel vincolo era stato posto,
attraverso quella delibera di Consiglio Comunale del 2006 che aveva fatto la
variante allo strumento urbanistico per la realizzazione dell'opera, è decaduto
essendo trascorso un periodo superiore ai cinque anni dalla data di tale
imposizione;
- che pertanto al fine
dell'imposizione di ulteriore - qui dico, così come nella premessa di delibera,
che dal 2006, dall'atto in cui è partita l'imposizione del vincolo, non si è
successivamente concluso perché non c'è stato di fatto l'avvio del procedimento
definitivo di esproprio con la sua conclusione - vincolo preordinato dall'esproprio, il
progetto dei lavori di che trattasi è da considerarsi in variante al vigente
strumento urbanistico, ai sensi e per gli effetti della L.R. 13/2001, nonché
della L.R. 3/2005, Artt. 18 e 19;
- di dover altresì disporre
l'acquisizione ex Art. 42 bis D.P.R. 327/2001 delle aree già interessate dai
lavori già realizzati, ciò in quanto è già stato eseguito il tracciato
dell'opera infrastrutturale e si tratta di un intervento indispensabile per
l'assetto viario della zona PIP.
In disparte ogni
considerazione economica, pur doverosa, non è immaginabile la collocazione
dell'opera alternativa - cioè una collocazione di opera alternativa a quella
attuale - che è sviluppata in adiacenza all'area industriale già esistente. A
ciò si aggiunga che è irragionevole l'ipotesi di una restituzione del terreno
ai proprietari, atteso che l'opera rappresenta una importante risorsa di
crescita e di miglioramento dell'economia cittadina».
E qui si aggancia il
ragionamento che io ho fatto in premessa. Io quando dicevo che non riesco a
capire i motivi per cui questa opera non si sia ancora realizzata, io lo so e
lo dirò perché. Cioè io la ritengo talmente importante sotto l'aspetto
economico e sociale che avrei fatto di tutto, ma veramente di tutto pur di
vederla realizzata non nei cinque anni, anche nei due/tre anni di
Amministrazione Comunale. Io sono convinto che sarebbe bastato pochissimo,
nulla per realizzarla.
Quindi «...la importante
risorsa di crescita e di
miglioramento dell'economia
cittadina;
Tenuto conto che delle
predette esigenze e dell'importanza dell'opera, nella valutazione degli
interessi contrapposti, risulta senz'altro preliminarmente il pubblico
interesse alla conservazione dell'intervento già eseguito, nell'ottica di un
complessivo ed organico completamento dell'opera pubblica rispetto alla pretesa
privata di conseguire la restituzione dell'area e ciò sull'ulteriore
presupposto che le aspettative dei privati possono essere soddisfatte secondo
le modalità di cui all'Art. 42 bis. Fra l'altro, gli stessi privati, sin dalla
sottoscrizione del preliminare del 17.06.2009, hanno dimostrato la disponibilità
alla cessione, previo conseguimento di un adeguato ristoro economico».
Per cui è del tutto chiaro
che se, come io penso, fosse stato rispettato l'impegno, che era quello
sottoscritto nel protocollo d'intesa, ed era - secondo me - il primo che andava
rispettato, prima ancora anche dell'inizio dei lavori, era quello di pagare i
proprietari delle aree su cui si era posto il vincolo bonario (perché c'era un
accordo fra le parti), io credo che a quest'ora ci sarebbero stati anche gli
insediamenti delle aziende e ci sarebbero, probabilmente, aziende che
starebbero lavorando e molto probabilmente tanti dipendenti, tanti lavoratori
di Fragagnano che avrebbero trovato una soluzione anche occupazionale.
Credo che questo sia un
fatto estremamente importante, per cui noi immaginiamo di dover comunque, per
queste considerazioni, realizzare quell'opera.
«Considerato:
- che alle ditte
proprietarie delle aree interessate dai lavori è stato trasmesso avviso di
avvio del procedimento (giuste note 4973, 4974, 4975, 4976, 4977, 4978 del
18.06.2012) con il quale è stato comunicato di prendere visione degli atti del
procedimento entro 30 giorni dal ricevuto dello stesso avviso e presentare
eventualmente memorie scritte e documenti che l'Amministrazione Comunale avrebbe
provveduto a valutare, ove pertinenti all'oggetto del procedimento;
- che da parte delle
ditte proprietarie non sono pervenute
osservazioni nei termini sopra indicati... ». E credo che stia a dimostrare
anche questo un fatto: che, così come avevano fatto precedentemente, anche in
questo io voglio interpretare come messaggio la ancora disponibilità a voler
far sì che l'opera si realizzi, perché un'opera pubblica che ha una importanza,
credo - non uso il termine "vitale" - ma indispensabile per una
piccola comunità come la nostra, dove si possono insediare... adesso io non so
se sono 18 piuttosto che 20 o magari 15 nuovi insediamenti produttivi con
quello che potrà poi innescarsi.
«Vista la relazione del
geometra Francesco Chirico concernente il terreno già occupato e già
interessato dai lavori di realizzazione del tracciato, realizzazione contenente
la quantificazione di indennizzo per il pregiudizio patrimoniale, in misura
contenente all'effettivo valore venale del bene, indennizzo per il pregiudizio
non patrimoniale nella misura del 10% del valore venale del bene ed il risarcimento
per il periodo di occupazione senza titolo, nella misura del 5% annuo sul valore
già previsto nella scheda che il
geometra Chirico ha predisposto, il tutto secondo le indicazioni di cui
all'Art. 42 bis D.P.R.;
Il Consiglio Comunale
Visti i pareri espressi dall'Art.
49 D.Lgs.;
Udito - e qui il resoconto
della discussione che si aprirà - ;
per le motivazioni espresse
in premessa, che qui si intendono riportate per costituire parte integrante e
sostanziale del presente atto;
Visti tutti gli allegati del
progetto per la perizia di variante;
Di stabilire
- che l'approvazione del
suddetto progetto di variante costituisce adozione di variante urbanistica al
vigente strumento urbanistico, ai sensi e per gli effetti l'Art. 16 della L.R.
n. 13 e che pertanto tale approvazione impone, sulle aree interessate
dall'opera pubblica in parola, il vincolo preordinato all'esproprio che diventa
efficace all'atto di approvazione della stessa variante urbanistica;
- di dichiarare l'opera di
che trattasi di pubblica utilità e i relativi lavori urgenti e indifferibili;
- di stabilire che la
dichiarazione di pubblica utilità diventerà efficace ad avvenuta approvazione
della variante urbanistica;
- che il decreto di
esproprio dovrà essere emanato entro il termine di cinque anni a decorrere
dalla data di tale efficacia; - di stabilire che l'area interessata dai lavori
riportata al foglio 19 particella 445 dei signori Borra Maria Teresa,
Tamborrini Frisari Giorgio, Alessandro, Lavinia, Patrizia e Serenella dovrà
essere sottoposta ad occupazione anticipata di immobili contestualmente alla
determinazione urgente dell'indennità provvisoria ai sensi dell'Art. 22,
considerato che le opere suddette sono comprese nella tipologia di opere
previste dall'Art. 15 comma 2 della L.R. n. 3 del 22.02.2005;
- di acquisire, ai sensi e
per gli effetti dell'Art. 42, per le
motivazioni evidenziate in premessa, al patrimonio comunale indisponibile del Comune
di Fragagnano le aree interessate dai lavori e già occupate dall'opera pubblica
in oggetto e, quindi, irreversibilmente modificate e non più nella
disponibilità dei proprietari, riportate al foglio 19, particelle 446 ex 191 di
mq. 703, particella 468 ex 191 di mq. 6376 di proprietà dei signori Tamborrini
Frisari Giorgio, nato a Maglie, ivi residente alla via... particella 472 ex 421
di mq. 500, particella 476 e 73 ex 421 di mq. 260, particelle 475 ex 424 di mq.
636 di proprietà di Tamborrini Frisari Alessandro, nato a Maglie, residente
alla via Sant'Antonio;
- di stabilire che il
presente atto dovrà essere notificato agli interessati nonché al competente
G.I.P. del Tribunale di Roma e di trascrivere lo stesso presso l'Ufficio nei
Registri Immobiliari;
- di liquidare l'indennizzo
determinato nella relazione del geometra Francesco Chirico innanzi richiamato e
di disporre al pagamento dello stesso entro 30 giorni in caso di accettazione,
ovvero il versamento alla Cassa Depositi e Prestiti in caso di non accettazione
per l'effettiva acquisizione di proprietà del terreno;
- di dare mandato al
responsabile del Servizio Lavori Pubblici per tutti gli altri adempimenti
consequenziali;
- di dare atto che la spesa
riveniente dal presente atto è già iscritta al Bilancio degli interventi
capitolo 2.12.01.01 capitolo 2230 rrp 2008 - residui passivi».
Concludo dicendo che,
secondo me, il motivo per cui poi si è innescato il contenzioso fra i
proprietari dell'area che era stata espropriata e l'Amministrazione Comunale -
secondo me, io posso anche sbagliarmi, uso il condizionale - è stato quello di
non pagare come era giusto pagare i proprietari di quei terreni - così come ho
riportato io nella predisposizione della delibera - prima ancora di pensare di
entrare nell'area per andare ad acquisire l'area già oggetto di interventi e,
quindi, di realizzazione di lavori, prima ancora di iniziare ad entrare
nell'acquisizione dell'ulteriore area per realizzare i nuovi lavori per il
completamento della infrastrutturazione e prima ancora di chiamare e convocare
il CER (che è il Consorzio Emiliano Romagnolo che si è aggiudicato i lavori)
con la speranza che possa dare la disponibilità a continuare. E io credo che
abbia una responsabilità, che è quella di prendere le somme che sono state...
che erano state previste e che sono state previste ulteriormente in questa
delibera e onorare l'accordo che era stato fatto, che è quello di pagare i
proprietari. Perché altrimenti ritengo di andare incontro anche io ad un errore
che ha fatto chi mi ha preceduto.
Poi lo abbiamo detto: può
esserci una accettazione da parte dei proprietari della indennità che è
prevista come espropriazione, può non esserci, ma io ho - credo - il dovere per
portare avanti, per realizzare e completare quella opera di non immaginare di
dover avere un nuovo contenzioso con i
proprietari, per cui entro 30 giorni dobbiamo provvedere al pagamento direttamente,
se accettato, o per il tramite del deposito di quelle somme alla Cassa Depositi
e Prestiti a favore dei proprietari di quell'area. Perché altrimenti io non ho
fatto tesoro di quello che è accaduto.
Siccome io ho fatto tesoro
di quello che è accaduto, e siccome credo che quella opera vada realizzata al
più presto possibile... E su questo credo che siamo d'accordo tutti, perché in
diversi Consigli Comunali abbiamo parlato di quanto sia importante lo sviluppo
del nostro territorio, quanto sia importante trovare soluzioni alternative alla
crisi che attanaglia ormai il Paese intero, non solo il Comune di Fragagnano.
Io penso di dover fare questo prima di qualsiasi altra cosa, per poter entrare
successivamente lì e tornare a realizzare l'opera di infrastrutturazione che ci
consentirà poi di predisporre il bando per le assegnazioni dei lotti.
Io, per queste
considerazioni, credo di dover, più di qualsiasi altra volta che ho chiesto un
voto unanime anche alle opposizioni, farlo per questa delibera e per questo
argomento. Io chiedo a voi e vi invito, dopo gli interventi e dopo il
dibattito, di riflettere sulla opportunità di approvare questo atto all'unanimità.
Grazie.
Presidente DE CAROLI
La parola al Consigliere
Macripò.
Consigliere MACRIPO'
Bene, Sindaco, visto che
appunto chiedi l'unanimità su questa delibera, però io non conoscendo la
questione - ne sono venuto giusto a conoscenza per la prima volta adesso - mi
domando: perché oggi andare a fare un esproprio quando esiste già un accordo
che certamente è più vantaggioso rispetto ad un esproprio?
E poi, non avendo la
possibilità di leggere i preliminari di intesa, gradirei che o li leggessimo
questa sera, quindi nel sopra citato protocollo preliminare d'intesa che lei
diceva oppure di averne copia. Perché dice: "Col medesimo protocollo, i
proprietari consentivano la presa in possesso da parte del Comune e l'immediata
avvio dei lavori". Quindi ho questi dubbi.
Come anche un altro aspetto
da non trascurare, perché nella sua lettura vedo che non ne è stata fatta
nessuna menzione, riguardo agli alberi monumentali che sono in zona: che fine faranno,
dove andranno a finire? Anche questa non è una cosa chiara.
Però ripeto: io avrei la
necessità, a questo punto, di leggermi quei preliminari di intesa, perché
altrimenti non mi è del tutto chiara la questione.
Sindaco ANDRISANO
Per prenderlo è a
disponibile, potete tranquillamente prenderlo, è in Comune, ne fate copia, se
ne fate richiesta vi sarà prodotta senza nessuna difficoltà la copia del
protocollo d'intesa che era stata sottoscritta.
Che fine faranno gli alberi?
Anche questo, se mi è
consentito, da quello che ho potuto verificare io non adesso, in questo anno e
cinque mesi, ma anche da quello che ho verificato quando facevo il Consigliere
di opposizione, anche quella procedura è stata una di quelle che di fatto ha ritardato
l'inizio dei lavori, perché sono state richieste più volte le autorizzazioni
alla Regione Puglia all'espianto (prima erano state richieste in un modo, poi erano
state richieste in un altro modo). Comunque alla fine l'autorizzazione è
arrivata.
Che fine fanno? Fanno una
certa fine non perché lo ha stabilito la Regione Puglia ,
fanno quella fine perché l'Amministrazione Comunale di Fragagnano quando ha
chiesto l'autorizzazione all'espianto di quelle piante, lo ha chiesto e
contestualmente ha detto dove le doveva portare, perché le espiantava e le
andava a ripiantare. L'Amministrazione Comunale, con l'autorizzazione richiesta
alla Regione Puglia, ha previsto di reimpiantare tutti quegli alberi nel
"Parco della vita", che è quel parco che non si è mai completato,
dove ci sono i cerchi. Anche su quello sapete come la penso ma evito di dirlo,
perché poi non voglio ritornare sempre sulla storia. E' stato previsto che
vengano reimpiantati in quello che, quando è stato progettato, veniva chiamato
"Parco della vita" e che io continuo a chiamare così.
Relativamente al contratto
preliminare di esproprio, io ho letto nella delibera che il contratto
preliminare con accordo bonario non si è mai concluso nella sua efficacia e non
lo si poteva concludere adesso per due ordini di ragioni: prima di tutto perché
io dico, non so se giustamente o ingiustamente, non sta a me dirlo, ma la ditta
legittimamente, dal 2006 ad oggi essendo trascorsi sei anni... da quando poni
il vincolo - è riportato nella delibera - ci sono cinque anni di tempo a
decorrere da quando lo hai imposto entro cui tu devi chiudere quel procedimento
di esproprio, altrimenti decade. Qui ne sono trascorsi sei anni, per cui è
decaduto. Motivo per cui lo stiamo reiterando. Ed ecco perché credo che sia
stata anche "obbligata" la scelta di fare la richiesta di restituzione
dell'area con il ripristino dello stato dei luoghi dai lavori che erano stati
già realizzati. Io non comprendo ancora oggi! Ecco perché io non voglio fare e
non farò assolutamente lo stesso errore! Io non comprendo perché si fa la gara,
si aggiudicano i lavori, è stabilito che devono essere versati 320.000 euro, se
non ricordo male, 319.000 euro per la parte relativa espropriazione subito, e
non vengono versati. Trascorrono cinque anni, per cui viene meno il vincolo di
esproprio.
Questo è il motivo per cui
noi siamo stati obbligati adesso a "reiterarlo". Questo è! Mi sono
impegnato e, quando mi impegno, a costo di rimetterci, mantengo gli impegni che
assumo: la prima cosa che farò è quella! Dopodichè ci sarà la fase di
convocazione dell'azienda che si è aggiudicata i lavori, la discussione per
rientrare e terminare i lavori.
Presidente DE CAROLI
Non ci sono altri
interventi?
Passiamo alla votazione...
La parola al Consigliere Todaro.
Consigliere TODARO
Certo, questa è una cosa
ereditata da questa Amministrazione. Ovviamente, quando una Amministrazione si
insedia ci sono le cose buone e le cose cattive che si ereditano, tipo il
finanziamento del palazzo marchesale, e questo era un finanziamento che comportava
comunque determinati atti consequenziali.
Però quando il Sindaco dice:
"Questa è una opera di quelle a cui io ci tengo, è un'opera che penso che
sia importante per la nostra comunità", non mi sembra poi che gli atti
consequenziali siano stati questi! E`
passato un anno e mezzo e più da quando vi siete insediati e io fino adesso non
ho visto atti!
Sindaco ANDRISANO
Chiedo scusa, se puoi
ripetere, ho perso l'ultimo passaggio.
Consigliere TODARO
Dicevo: quando vi siete
insediati avete trovato questa situazione di fatto. Ora la domanda che faccio
è: in un anno e mezzo quali sono stati gli atti che avete fatto? Non penso che
ci siano stati atti consequenziali al vostro pensiero di importanza dell'opera
che si sta facendo, perché comunque io vedo che il ricorso al TAR è stato fatto
l'anno scorso, nel 2011, non lo so adesso se prima o dopo di maggio.
Sindaco ANDRISANO
(fuori microfono)
E` riportato: giugno!
Consigliere TODARO
A giugno? Benissimo!
Voi vi siete insediati
quando? A maggio, a giugno: se questa è una cosa a cui tu ci tieni e ci tenevi
allora, l'anno scorso, la prima cosa che dovevi fare, visto lo stop di questo
progetto, era dire: "Che cosa c'è che non va?". E potevi adoperarti
allora per delle soluzioni più immediate. E passato un anno e mezzo!
Queste sono le cose che poi
mi sento di vedere, perché durante questo tempo mi sono chiesto e vi ho chiesto
cosa c'era che bloccava i lavori. E tu sai che io sono uno di quelli che ha
cercato di accelerare, ha cercato di dire: "Va bene, ma perché non vi date
da fare per sbloccare?".
Quindi avrei voluto che
l'Amministrazione prendesse in mano la situazione, magari chiamando anche i proprietari
e dicendo: "Va bene, qual è il problema?". Cioè quello che state facendo adesso voi, e lo
state facendo così come prevede la
Legge , potevate farlo benissimo a giugno dell'anno scorso
oppure attraverso un accordo con i proprietari, visto che comunque, se c'è
stato un ricorso al TAR, significa che comunque c'erano delle motivazioni. Io
adesso non so quali fossero queste motivazioni, mi è sembrato di capire che non
erano stati dati i soldi promessi.
Sindaco ANDRISANO
Non "promessi"!
Consigliere TODARO
Promessi o convenuti
attraverso la convenzione. E` molto facile! Se c'è una inadempienza da parte
del Comune, tu hai avuto un anno e mezzo per adempiere. Non vedo perché ci
siamo bloccati per un anno e mezzo, con tutti i problemi poi consequenziali e
che sono diversi, che non sono semplicemente. Guardate, voi avete portato in
approvazione un progetto che è una perizia di variante: io sono d'accordo con
la variante urbanistica, con l'approvazione dei vincoli, però non potete
permettere che questo Consiglio Comunale si esprima sull'approvazione di un
progetto che non riporta nell'approvazione dello schema di atto di sottomissione
la firma dell'azienda. Bisogna interpellare l'azienda prima di approvare una perizia
di variante.
Così come ci sono altre
conseguenze dovute proprio al ritardo sulla realizzazione delle opere, e una di
queste - e l'ho fatto notare diverse volte - è che il progetto prevedeva un
impianto fotovoltaico di 50 chilowatt e che lo stesso doveva servire a pagare
la rata di mutuo. Perché c'è scritto qui: "...facendo presente che le
relative rate di pagamento saranno fronteggiate con gli introiti che
perverranno a questo Comune dal GSE per la produzione di energia elettrica da
fonte rinnovabile che sarà generata da foce dell'impianto previsto nel progetto
innanzi richiamato". Il ritardo che avete causato proprio per non aver
voluto affrontare l'anno scorso questo problema, ci costa la bellezza di
370.000 euro perché adesso non possiamo più recuperare quei soldi dal GSE,
quell'impianto fotovoltaico non potrà più essere realizzato.
Quindi non mi sento,
sinceramente, di approvare un accordo - chiamatelo come volete - un progetto di
variante, una perizia di variante che ha alle sue spalle una mancanza di amor
proprio per il proprio paese, cioè nel senso che queste erano cose che dovevano
essere fatte nella immediatezza del proprio mandato, cioè la prima cosa che doveva
fare il Sindaco, se è vero che ci tiene allo sviluppo del paese, doveva essere
quello di trovare una soluzione immediata per sbloccare la zona PIP 2.
Presidente DE CAROLI
La parola al Sindaco.
Sindaco ANDRISANO
Spero poi di non parlare più
perché inizio veramente a rifiutarmi.
Io mi auguro che tu abbia
qualche difficoltà a ricordare. Io tutto ho tranne la difficoltà a ricordare.
Io più volte in questo
Consiglio Comunale, e l'ultima volta è
stato... me l'hai data tu l'occasione quando hai portato in Consiglio Comunale
la delibera per dare indirizzo al responsabile dell'Ufficio Tecnico per predisporre
un bando per la pre-assegnazione delle aree che
dovevano essere assegnate, ti ho fatto la storia della vicenda. Io ho
evitato questa sera di farti per l'ennesima volta la storia della vicenda, perché
poi mi dici che sono portato a dire sempre le stesse cose. Io almeno questa
sera ho evitato di fartela e mi tiri, invece, tu in ballo a ricordarti - perché
evidentemente non lo ricordi - qual è stato l'iter, qual è stata tutta
l'attività che abbiamo fatto, a partire dal giugno del 2011 che è stato il mese
in cui noi abbiamo ricevuto il ricorso al TAR da parte dei proprietari. Io te
l'ho detto un sacco di volte, ci siamo incontrati, abbiamo discusso, abbiamo
verificato se c'erano le condizioni per addivenire ad un accordo. Te le ho
spiegate tutte queste cose. Non c'è stata una inerzia o una indifferenza
rispetto alla vicenda da parte dell'Amministrazione Comunale. Un sacco di volte
ci siamo trovati, abbiamo discusso, ci siamo trovati anche con i proprietari,
ho fatto le riunioni con i progettisti, con i responsabili degli uffici, abbiamo
lungamente verificato...
Consigliere TODARO
(fuori microfono)
E il problema qual è?
Sindaco ANDRISANO
...quali erano le opportunità. Non c'era la
disponibilità, per cui loro erano convinti perché così era.
E in ogni caso ti ho
spiegato che andava legittimata comunque la procedura perché erano trascorsi
cinque anni e dovevano esserci, così
come stiamo facendo, una parte in sanatoria e una parte l'avvio nuovo. Dovevamo
reiterarlo per forza l'avvio del procedimento di esproprio! Ed è chiaro che abbiamo
avviato il procedimento qualche mese fa, in attesa che si compisse il giudizio.
Ma non mi si può venire a
dire, dopo che per più volte io sono venuto in Consiglio Comunale, mi hai
interrogato (come ami dire: "Ti ho interrogato") e io puntualmente ti
ho risposto, ho esplicitato come stavano le cose.
Consigliere TODARO
(fuori microfono)
E` stato tentato l'accordo
bonario con la proprietà?
Sindaco ANDRISANO
Ancora con l'accordo
bonario! C'è stata una interlocuzione! Abbiamo discusso, abbiamo tentato di
trovare le soluzioni, per cui c'erano richieste per le quali in parte - io lo
dico senza nessuna difficoltà - c'era la disponibilità da parte
dell'Amministrazione Comunale ad andare incontro e c'erano richieste a cui
l'Amministrazione Comunale, purtroppo, non poteva andare incontro. Dopodichè,
siccome c'era in atto il giudizio e siccome...
Consigliere TODARO
Si poteva ritirare!
Sindaco ANDRISANO
Ma che si poteva ritirare? E
continuiamo con la storia!
Consigliere TODARO
Sindaco, una sola domanda...
Sindaco ANDRISANO
Concludo dicendoti una cosa
che a te non dovrei dire, considerando che sei progettista e che fai opere
pubbliche: siccome alla fine - e credo che qualcuno volesse questo, perché poi
è facile fare gli attacchi di tipo politico - l'ho detto tante volte quando ci
siamo incontrati che tutto immagino che possa accadere tranne il fatto che io
debba perdere il finanziamento, e dato che era a rischio anche questo, io ho
fatto quello che secondo noi e secondo i legali andava fatto.
Purtroppo io mi rendo conto
che può sembrare... anche a me è sembrato lungo un anno e quattro mesi e lo è
sembrato per le considerazioni che ho fatto iniziando il ragionamento. Io sono
fra quelli che pensano che a maggio, quando mi sono insediato, quell'opera
avrei dovuto trovarla già realizzata con il bando per le assegnazioni delle
aree. Ecco perché sono convinto che un anno e quattro mesi è un tempo lungo.
Poi mi potrai dire: "Io
speravo in sei mesi". Io ho detto anche precedentemente che tutto è
migliorabile, tutto è modificabile: se fossi riuscito a chiuderla entro tre
mesi, sarei stato più felice; purtroppo se ne sono andati sedici mesi, ma -
ripeto - io adesso, con l'approvazione di questa delibera, devo correre.
"Correre" significa fare immediatamente quello che devo per poter
ritornare dentro e completare i lavori. Poi se continuiamo a discutere sul passato,
discutiamo pure.
Presidente DE CAROLI
La parola al Consigliere
Imperiale.
Consigliere IMPERIALE
In merito a questa
questione, io ho letto ora la documentazione fornitami, ma avrei bisogno di un
chiarimento: praticamente la delibera che ci troviamo ad approvare oggi è
frutto della conclusione del giudizio del TAR. Probabilmente le parti - forse anche
un po' per spiegare al Consigliere Todaro - dopo il processo davanti al TAR,
che si è concluso per difetto di giurisdizione, avranno probabilmente sostenuto
l'opportunità di iniziare un nuovo giudizio davanti al Giudice ordinario.
Giusto? Sarà andato in questo modo. Probabilmente qui il ricorrente ci potrà
spiegare.
Perché praticamente il TAR
Lecce il 19 settembre del 2012
ha dichiarato il ricorso dei proprietari dei terreni inammissibile
per difetto di giurisdizione, ciò vuol dire che i proprietari si sono rivolti
al Giudice sbagliato. Il Comune di Fragagnano probabilmente avrà resistito in
quel procedimento. Giusto?
Sindaco ANDRISANO
(fuori microfono)
Certo, certo!
Consigliere IMPERIALE
Ok! Quindi credo che per
tutto l'iter processuale, una volta nominato il legale, avranno aspettato la
conclusione della procedura.
Sindaco ANDRISANO
(fuori microfono)
Certo!
Consigliere IMPERIALE
Quindi successivamente, a
conclusione con la sentenza di inammissibilità del ricorso, probabilmente il Comune
si è trovato di fronte ad una situazione di questo tipo. Forse i proprietari a
quel punto possono ricominciamo la
causa, andare davanti al Giudice ordinario che è il Giudice naturale della
questione e rimettere di nuovo il Comune davanti ad un processo.
Quindi forse per quello, a
questo punto, c'è l'urgenza di dare a loro quello che era stato convenuto nel
2006. Credo che sia questa la motivazione dell'urgenza e credo che sia questa
la motivazione per cui ad oggi non si era fatto ancora nulla: perché se c'era
un giudizio pendente e il Comune di Fragagnano ha deciso comunque di resistere,
valeva la pena a questo punto vedere come si sviluppava la questione.
Sicuramente in sede
processuale avranno anche provato ad avere degli accordi stragiudiziali che non
sono stati raggiunti, quindi credo che per evitare che i ricorrenti inizino una
nuova azione giudiziaria nei confronti del Comune, conviene onorare quanto è
stato pattuito nel lontano 2006, credo vedendo la questione.
(Il Consigliere Todaro interviene fuori microfono)
Sì. Ma siccome lei stava
sostenendo che loro da quando hanno iniziato a governare il nostro paese non
hanno fatto nulla, ritengo un po' che i tempi siano stati anche un po'
collegati al processo, perché se è iniziato nel 2011 e si è concluso un mese
fa, venti giorni fa, probabilmente si è aspettato di vedere anche che cosa
decideva il Giudice Amministrativo, credo.
Consigliere TODARO
Sì, ma quello che dico io è
questo: vista l'importanza dell'opera da realizzarsi, visto il rischio che
c'era di perdere i finanziamenti, è stato fatto un tentativo bonario?
Consigliere IMPERIALE
Ma sì. Penso di sì.
Consigliere TODARO
Ma a luglio dell'anno
scorso, non adesso! A luglio dell'anno scorso! Perché se uno ci tiene alla
realizzazione dell'opera, la prima cosa che fa è dire: "Oh, cacchio c'è
questo problema! Come devo risolverlo?". Mi chiamo i proprietari e dico:
"Ci possiamo trovare d'accordo, visto che comunque...?". Un accordo
bonario avrebbe fatto l'anno scorso avrebbe fatto risparmiare un anno e mezzo!
Consigliere IMPERIALE
Si, ho capito.
Consigliere TODARO
E` questo che non è stato fatto e io non posso dire
"Bravo" all'Amministrazione, devo dire che non c'è stata questa
capacità...
Sindaco ANDRISANO
Scusami! Ma perché affermi
cose che non sai?
Consigliere TODARO
E' stato fatto questo
accordo bonario?
Sindaco ANDRISANO
Ma se ti vai a rileggere -
ti ho detto - i verbali di Consigli Comunali vecchi, ti ho detto anche la data
di quando ci siamo incontrati nello studio dell'avvocato. Io ti ho detto anche
la data e la vai a ritrovare nei verbali dei Consigli Comunali scorsi. Ti ho
detto il giorno e pure l'orario di tutte le volte che ci siamo incontrati!
Consigliere TODARO
Allora, scusa, ti faccio una
domanda: quindi non c'è stata la possibilità - io ti avevo fatto la domanda -
di addivenire ad un accordo bonario in un anno e mezzo?
Sindaco ANDRISANO
Ma ti ho risposto prima che
intervenisse il Consigliere Imperiale, che mi hai detto: "Ah, questa è una
risposta!". Ti ho detto che ci siamo incontrati più volte, abbiamo
discusso sulla opportunità di trovare una intesa, di trovare una sintesi...
Consigliere TODARO
Ma puoi dire adesso qui i
motivi per cui non...?
Sindaco ANDRISANO
...che c'erano delle richieste che potevano in
parte essere accolte e in parte no. Dopodichè, non avendo raggiunto un accordo,
è chiaro che, essendo stato impostato un ricorso, essendo un giudizio in piedi,
abbiamo atteso il giudizio.
Ma io prima ancora che si
completasse il giudizio, siccome comunque c'era la vicenda relativa al fatto
che, scaduti i cinque anni dal completamento del procedimento di espropriazione,
avevamo la necessità in ogni caso di
riavviarlo per poter concludere il procedimento. Ho avviato, prima ancora della
sentenza del Giudice del TAR, l'avvio del procedimento nuovo. Se tu hai letto
la delibera (io te l'ho letta qui adesso), abbiamo notificato ai proprietari
l'avvio del nuovo procedimento. Entro i 30 giorni potevano fare... - io ho
detto che anche questo per me è un messaggio, è un segnale, è sinonimo di una
disponibilità -non hanno opposto quell'avvio di procedimento nuovo nessuna resistenza,
non hanno fatto nessuna osservazione e lo abbiamo fatto prima che intervenisse
la sentenza del Giudice.
Dopodichè il Giudice ha
detto che non era competente il TAR e abbiamo disposto l'approvazione di questa
delibera - l'ho detto e lo ribadisco - per mantenere fede a quello che era
stato concordato fra le parti. E ho anche detto, leggendolo nella delibera, che
i proprietari possono ritenersi soddisfatti, dopodichè accettano e verso le
somme immediatamente, prima ancora - ti ho detto - di entrare e di reiniziare i
lavori. Possono ritenersi non soddisfatti, per cui io comunque immediatamente
depositerò quanto spetta loro alla Cassa Depositi e Prestiti. Ma io il primo
impegno che devo soddisfare è questo, poi tutto il resto!
Allora io sto concludendo la
procedura, perché eravamo obbligati a reiterare il procedimento di esproprio
per - hai la planimetria, tu sei un tecnico, io non lo so, io mi faccio aiutare
- sanare la parte dell'opera che era stata già realizzata e completare
l'infrastrutturazione viaria della restante parte che non era stata ancora
utilizzata.
E che è! Non comprendo!
Consigliere TODARO
La cosa che bisogna
comprendere è che una Amministrazione, a causa degli uffici, a causa della
Regione, a causa della Provincia, a causa...
Te le stai andando?
(Il Sindaco interviene fuori microfono)
Ti aspetto!
Presidente DE CAROLI
Sospendiamo per cinque
minuti.
I lavori del Consiglio Comunale vengono sospesi alle ore 19.30 e riprendono
alle ore 19.40.
Presidente DE CAROLI
Prego, Consigliere Todaro.
Consigliere TODARO
Si sa che le Amministrazioni
hanno tempi lunghi, che per fare tutte le cose così come prevede la Legge ci sono tempi
astronomici di fronte a chi vuole realizzare subito le opere, ma non a caso chi
era all'Ufficio Tecnico prima, nella passata Amministrazione ha cercato di
fare... ha fatto un accordo bonario: proprio per evitare lungaggini burocratiche.
Quindi l'accordo bonario nasce... non è che non si sapeva che si doveva fare
l'esproprio, che si doveva approvare il progetto per l'esproprio, che si doveva
dare incarico ad un geometra per fare il piano particellare di esproprio, ma
l'accordo nasceva proprio dal fatto di bruciare i tempi, perché c'era il
rischio di perdere i finanziamenti da parte della Regione Puglia e, oltretutto,
di realizzare subito l'opera.
Quindi l'accusa che facevo è
che - mi sto ripetendo - una Amministrazione attenta avrebbe potuto chiamare i
proprietari a giugno dell'anno scorso e dire: "Cerchiamo di metterci a tavolino
e fare un buon accordo".
Detto questo mi sorge un
grosso problema, cioè noi stiamo espropriando adesso, con questo progetto, le
strade, quindi le opere di urbanizzazione e queste - se non erro - erano
finanziate dalla Regione Puglia; ipotizzando che, così come avete parlato, che
ci sia stato già un accordo con la proprietà, io mi chiedo adesso se bisogna
iniziare un'altra discussione con i proprietari (che porterà comunque
lungaggini nel tempo) per l'esproprio della parte rimanente, cioè per i famosi
lotti che poi devono essere ceduti alle aziende. Quindi sarebbe stato
opportuno, all'interno di questo accordo - chiamiamolo - che c'è stato, anche
se non a livello ufficiale, inserire tutte le aree che devono essere
espropriate, altrimenti corriamo il rischio di realizzare sì le opere di urbanizzazione,
però saremo sempre impossibilitati a gestire i lotti da assegnare alle aziende.
Ecco perché nell'altro Consiglio
Comunale, proprio per incentivare, per dirvi "Sbrigatevi", io dicevo:
"Vediamo quali sono le richieste delle aziende", per questo vi dicevo:
"Facciamo un bando di pre-assegnazione delle aree per vedere quanta
richiesta e quante aree ci possono servire". Perché è inutile espropriare 15 ettari , 20 ettari se poi le richieste
non ci sono o, viceversa, possiamo anche ridefinire il progetto come poteva
essere fatto una volta che, note, le esigenze delle aziende potevano essere di
aree molto più estese.
Quindi, per tutti questi
motivi, il nostro voto sarà contrario.
Sindaco ANDRISANO
Brevemente per scusarmi, non
ti volevo assolutamente mancare di rispetto prima ma avevo una necessità fisiologica
non procrastinabile, né delegabile. Ci tenevo a dirtelo!
Presidente DE CAROLI
Se non ci sono altri
interventi, passiamo alla votazione.
Chi è favorevole
all'approvazione della delibera alzi la mano.
Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il signor Presidente
pone in votazione palese, per alzata di mano, il punto in oggetto che viene approvato
avendo riportato n. 8 voti favorevoli, n. 3
voti contrari, n. 1 astenuto su
n. 12 Consiglieri presenti e votanti.
Presidente DE CAROLI
Votiamo per l'immediata
esecutività della delibera.
Non essendovi richieste di intervento, il signor Presidente pone in votazione
palese, per alzata di mano, la proposta di immediata esecutività del
provvedimento che viene approvata all'unanimità avendo riportato n. 12 voti
favorevoli su n. 12 Consiglieri presenti e votanti.
Presidente DE CAROLI
Punto n. 17: "Porzione di terreno di proprietà
comunale distinta in Catasto Terreni al foglio 16, particella 53 - Richiesta di
acquisto da parte dei germani Corona - Determinazioni".
Relaziona l'Assessore Mazza.
Assessore MAZZA
Siccome relazionerò su
questi e poi su altri due punti, volevo fare una domanda al Consigliere...
Mino, volevo farti una domanda riguardo una circostanza: praticamente c'è
stato, tre sabati fa, il comizio della
destra dove, fra le diverse cose, hanno evidenziato che non hanno
rappresentanti in Consiglio e adesso ho visto il volantino fatto da PD dove
evidenziano la stessa cosa, cioè che non hanno un rappresentante diretto del
PD. Atteso che tu eri il capolista, insomma il candidato Sindaco e nella tua
lista - se non ricordo male - c'erano aspiranti Consiglieri del PD, della
destra e dell'UDC, la tua posizione...
Consigliere MACRIPO'
fuori microfono)
Nel primo Consiglio ho
dichiarato l'indipendenza!
Assessore MAZZA
Ah, ti sei dichiarato
indipendente. Perché io ricordo quando si dichiarò Alessandra Imperiale
indipendente. Nel primo Consiglio, quindi! Va bene, giusto per... ecco perché:
non ricordavo. Non ricordavo. Va bene! Ok, grazie. Era giusto per capire perché
ho continuato a sentire: "Non abbiamo rappresentanti in Consiglio. Non abbiamo
rappresentanti in Consiglio" allora pensavo che... E` stata una mia
mancanza, allora. Va bene.
(Il Consigliere Macripò interviene fuori microfono)
Non ricordo ma ci credo, non
è un problema. Io ricordo la dichiarazione del Consigliere Imperiale che fu una
cosa forse più formale rispetto alla tua. Ecco perché non la ricordo. Va benissimo.
La delibera in questione
l'abbiamo trattata prima, era quella che ha evidenziato anche il Sindaco e su
cui c'è stata già la discussione per quanto riguarda i germani Corona.
Praticamente riguarda una annosa vicenda iniziata agli inizi degli anni
Sessanta, con la cessione in fitto di un terreno di proprietà comunale, più precisamente di una cava sita
in località Terranova, distinta in catasto al foglio 53. Adesso leggo al volo
la delibera, se poi c'è la discussione.
«...foglio 16, particella 53
e località Macchie, foglio 18,
particella 10: "...Dato che i
predetti appezzamenti - ci dice il responsabile dell'Ufficio Tecnico - contigui
fra loro formano un unico terreno;
- che nel corso degli anni
risultano stati bonificati e coltivati dal
signor Corona e successivamente dagli eredi;
- che sono pervenute
richieste da parte degli eredi di Corona Spirito Santo di acquisto dei lotti in
premessa, rispettivamente in data 17.01.2007 e 28.10.2008, con le quali viene
motivata detta richiesta dalla necessità di procedere alla regolarizzazione del
manufatto edilizio realizzato in maniera abusiva;
- che per detto manufatto
realizzato abusivamente risulta presentata istanza di condono edilizio in data
26.03.86, assunta al protocollo generale al n. 2501;
Vista la nota datata
01.03.2012 dell'Avvocato Mariella Galeone, con la quale gli eredi di Corona
Spirito Santo dichiarano di non aver nulla da opporre affinché il Comune di
Fragagnano venda l'immobile innanzi descritto al signor Corona Cosimo, nato a
Fragagnano il 14.01.53, così come da lui richiesto, esonerando il Pubblico Ente
da qualsiasi responsabilità;
Dato atto:
- che necessita stabilire il
prezzo dell'area da alienare a favore degli eredi Corona Spirito Santo - quindi
quello che ha precisato prima il Sindaco -
per cui per l'adempimento si dovrà obbligatoriamente determinare la
relativa congruità;
- che a tale scopo si rende
necessario interpellare anche l'Ufficio Tecnico Erariale per le determinazioni
in merito;
Tanto premesso e
relazionato, si demanda al competente Organo Consiliare le determinazioni in
merito».
Presidente DE CAROLI
Ci sono interventi?
La parola al Consigliere
Todaro.
Consigliere TODARO
Se questo lotto fosse stato
inserito nella delibera di prima, io penso che non c'era la necessità comunque
di portarlo in Consiglio Comunale. Adesso siamo costretti a portare la prima
volta e la seconda volta, perché una volta inserito nelle proprietà alienabili
e approvata quella delibera, non ci sarebbe stato più bisogno che il Consiglio
si esprimesse su questa volontà.
Qui che cosa leggo?
"...constatata
l'intenzione di questa Amministrazione ad accogliere detta richiesta procedendo
alla vendita delle suddette porzioni di terreno". Quindi c'è una volontà
politica di vendere questa porzione di terreno e io mi chiedo perché non è
stato inserito in quella delibera, nei famosi terreni da vendere. Questo non me
lo so spiegare. A meno che non ci sia stata una svista, allora mi dite che c'è
stata una svista.
Dopodichè "...si
autorizza il responsabile del Servizio Tecnico all'adozione di tutti i
procedimenti". Quindi si autorizza praticamente con questa. Perché si
esprime la volontà, anche se è affermata nelle premesse la volontà di vendere,
però dopo, nella delibera non c'è scritto. Quindi è un po' anomala questa
delibera.
Pertanto il nostro voto farà
di astensione.
Presidente DE CAROLI
La parola al Sindaco.
Sindaco ANDRISANO
Brevemente. Glielo avevo già
detto prima, però vorrei aggiungere un elemento a quanto avevo detto prima,
Consigliere Todaro. Perché abbiamo scelto di fare questa procedura?
Perché - io uso sempre il
condizionale - quando si discute di qualsiasi cosa fra due parti, tu non puoi
partire con la certezza che quella parte la accetti, quindi noi abbiamo scelto
questa procedura, abbiamo incaricato il responsabile dell'ufficio perché deve verificare
gli atti amministrativi e il quantum, ma noi non abbiamo la certezza che la
controparte, che ha fatto la richiesta,
già oggi ti dia la certezza, non sapendo di quanto poi realmente è la
quantificazione del bene, che l'accetti. Può succedere, io dico "può succedere",
uso il condizionale. Io mi auguro di no, ma potrebbe anche accadere che la
quantificazione che viene fuori è alta, è esosa e la persona che ha fatto la
richiesta dica di no, si ritiri. Ecco perché abbiamo scelto questa procedura. E
non è una procedura anomala. Tu alla persona che deve acquistare gli devi dire
con certezza quanto costa, non è che gli dici: "Sì, te lo puoi comprare ma
io stabilisco dopo quanto è".
Motivo per cui abbiamo, nel
rispetto di quel Piano di alienazione che abbiamo approvato, stabilito già nella
delibera che torneremo in Consiglio Comunale e il Consiglio Comunale inserirà
in quel Piano, modificandolo, quel bene da alienare, compresa la valutazione di
quel bene che va inserito.
Questo è stato il motivo per
cui noi abbiamo scelto questa procedura, secondo noi giustamente. Altro che anomala!
Questo è stato il motivo, non ce ne sono altri. Abbiamo immaginato che questa
procedura metta tranquilli noi e soprattutto chi deve acquistare, che ha di
fronte la consapevolezza di quanto deve pagare per poter acquistare. E` questo!
E` molto semplice!
Consigliere TODARO
Forse non mi sono espresso
bene: con questa delibera così com'è stata impostata che cosa delibera?
"Di prendere atto della
richiesta pervenuta da parte degli eredi di Corona Spirito Santo", e non
c'è la necessità che il Consiglio Comunale si esprima su questa cosa; "di
disporre la pubblicazione", e non c'è la necessità che il Consiglio
Comunale si esprima su questa cosa; "di autorizzare il responsabile del
Servizio Tecnico all'adozione di tutti gli atti amministrativi e alla
valutazione economica del bene", e non c'è bisogno che io mi esprima come
Consigliere Comunale. Io come Consigliere Comunale mi deve esprimere solo sulla
volontà di vendere una cosa o meno. Su questo mi devo esprimere!
Quindi questa delibera
poteva anche non essere portata in Consiglio Comunale: questo sto dicendo io!
Allora vogliamo esprimerci
sulla volontà del Consiglio Comunale, di vendere un immobile? Ok! E` su questo
che dovevamo esprimerci, non su questa qua che non mi rappresenta niente. Sono
stato chiaro?
Segretario, vorrei sentire
la sua opinione su questo!
Segretario Generale
Non entro in valutazioni di
carattere politico, non sta a me. Si tratta di un passaggio che è stato fatto,
può essere anche un di più, ma non lo vedo come un di più, cioè si rende edotto
il Consiglio Comunale che c'è questa richiesta agli atti e si dà l'indirizzo al
responsabile del servizio di avviare quelle procedure che serviranno successivamente
a quella che deve essere l'attività propria del Consiglio Comunale di procedere
all'alienazione del bene previa quantificazione, stima con l'UTE, valutazione
del bene e verificare con i diretti interessati se c'è effettivamente la reale
intenzione di acquisire il bene.
Presumo che una informazione
e un indirizzo da parte del Consiglio Comunale all'Ufficio Tecnico quando ci
sono queste richieste, non è che... anzi sono cose... si rende edotto l'intero
Consiglio di quello che arriva in Comune e di quelle che sono le attività da
mettere in atto.
Poi come si concluderà il
procedimento attraverso l'istruttoria da parte dell'ufficio, torneremo in
Consiglio e lo sapremo tutti.
Presidente DE CAROLI
Passiamo alla votazione.
Chi è favorevole
all'approvazione della delibera alzi la mano.
Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il signor Presidente
pone in votazione palese, per alzata di mano, il punto in oggetto che viene approvato
avendo riportato n. 9 voti favorevoli, n. 3 astenuti su n. 12 Consiglieri presenti
e votanti.
Presidente DE CAROLI
Votiamo per l'immediata
esecutività.
Non essendovi richieste di intervento, il signor Presidente pone in votazione
palese, per alzata di mano, la proposta di immediata esecutività del
provvedimento che viene approvata all'unanimità avendo riportato n. 12 voti
favorevoli su n. 12 Consiglieri presenti e votanti.
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